Muay Thai

Origine della Muay Thai

La Muay thai è un’antica disciplina da combattimento nata in Thailandia, nome moderno del regno del Siam. La parola MUAY può essere tradotta in boxe e deriva dal sanscrito MAVYA, ovvero LEGARE INSIEME. Nei paesi occidentali viene spesso rinominata THAI BOXE e il lottatore/studente viene chiamato NAK MUAY.
La caratteristica principale della Muay Thai è l’uso di più parti del corpo, usate per colpire l’avversario: pugni, gambe (precisamente le tibie), ginocchia e gomiti e per tale motivo viene ironicamente chiamata L’ARTE DELLE OTTO ARMI.

Durante l’era Ayutthaya (1377-1767), lo stile di combattimento subì una scissione, e vennero create due categorie: la MAE MAI MUAY THAI e la KRABI KRABONG, che a differenza dalla prima faceva uso delle armi come spade, sia a lama lunga che corta, lance, giavellotti, pugnali e bastoni. Il periodo d’oro della Muay Thai inizia con l’ascesa del Re Chulalongkorn (Rama V) nel 1868.  Fu durante questo periodo che la disciplina vide i suoi maggiori progressi. Il regno era in pace e la boxe era praticata più come esercizio fisico, tecnica di auto difesa e a scopo ricreativo e di crescita interiore. Non esistevano regole, categorie di peso o di esperienza, vinceva colui che mandava KO l’avversario, o in caso di resa di quest’ultimo. Non c’era regolamento nemmeno per lo spazio di combattimento che veniva disputato in un cerchio formato dagli spettatori e i round venivano regolati da una noce di cocco in cui veniva fatto un piccolo buco e riempita d’acqua, quando la noce di cocco si svuotava veniva suonato un tamburo che segnava la fine del round.

Attualmente la Muay thai si è ormai largamente diffusa e viene riconosciuta come sport nazionale thailandese. Essere un NAK MUAY in Thailandia porta prestigio e viene visto da molti come una vera carriera che porta ricchezza e fama. Lungo tutto il paese sono stati aperti vari camps aperti agli occidentali per allenarsi insieme ai lottatori del posto.

Curiosità

Sono diversi i riti scaramantici chiamati KUEN SUU WETEE che iniziano da prima dell’entrata sul ring dell’atleta e servono come metodo di rilassamento e concentrazione, oltre che per scacciare via gli spiriti maligni. Ognuno ha i propri riti ma altri sono comuni a tutti: pregare soli, o in compagnia del proprio maestro e toccare le corde del ring per tre volte.

Salendo sul ring bisogna passare sopra a tutte le corde perché per i thailandesi la testa è la parte più sacra del corpo e deve essere più avanti dei piedi, che sono invece la parte più sporca. Una volta sul ring, è usanza comune camminare lungo le corde per scaricare i demoni in seguito comincia la WAI KHRU RAM MUAY: WAY significa saluto, KHRU maestro e RAM danza. La RAM MUAY è quindi una danza fatta di movimenti lenti praticata per esprimere umiltà e gratitudine al maestro, i propri genitori e tutti coloro senza i quali l’atleta non sarebbe lì. Inoltre con questa danza, l’atleta si apre alle divinità e agli spiriti benigni lasciando che essi gli infondano forza e coraggio. Non è solo quindi un momento altamente spirituale ma ha anche il suo lato pratico, grazie ad alcuni movimenti ci si prepara al combattimento, ripassando alcuni passi e gesti usati nel combattimento e anche come forma di stretching. La RAM MUAY concede una grande concentrazione all’atleta prima del match. Il MONGKON, il copricapo indossato durante tutto il rituale, viene tolto ed appoggiato sulla cima dell’angolo in modo da proteggere quell’area dagli spiriti dell’avversario.